Ambiente, partecipazione, strutture culturali
14 luglio - 10 ottobre 1976
Venezia, XXXVII Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale
a cura di Enrico Crispolti e Raffaele De Grada
Aldo Mondino espone alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia del 1976 traducendo la struttura della musica dodecafonica di Arnold Schönberg in uno spartito visivo e seriale sulla tela, segnando così il suo riavvicinamento alla pittura.
Aldo Mondino espone alla Biennale Internazionale d’Arte di Venezia nell’estate del 1976, prendendo parte alla XXXVII edizione intitolata emblematicamente “Ambiente, partecipazione, strutture culturali”. Invitato all'interno di una rassegna fortemente orientata all'analisi dello spazio e all'impegno concettuale, l'artista torinese presenta una ricerca colta e rigorosa che segna il suo temporaneo distacco dalle dirompenti installazioni oggettuali degli anni precedenti per riappropriarsi della pratica pittorica.
In un clima di profonda riflessione teorica, influenzato dal suo recente trasferimento a Parigi, Mondino risponde al contesto lagunare con un sofisticato omaggio alla grande cultura delle avanguardie storiche. Il fulcro del suo intervento si sviluppa attorno a un parallelismo filologico tra la superficie pittorica e la musica dodecafonica di Arnold Schönberg, traducendo visivamente la struttura compositiva del musicista austriaco attraverso un sistema di accostamenti e ripetizioni seriali del segno. La tela si trasforma così in uno spartito visivo, dove il rigore geometrico e la complessità concettuale vengono filtrati dalla sua immancabile ironia intellettuale.